Noi italiani nel passato siamo stati migranti e sappiamo quindi cosa cosa significa. Oggi ci troviamo in una situazione differente in cui bisognerebbe tendere la mano al prossimo in difficoltà e accogliere. La figura del migrante non deve essere intesa come qualcosa in più che pesa sulle nostre spalle, ma come possibilità di arricchimento personale a partire dalle diversità che lo caratterizzano. L'uomo da sempre migra e si sposta quindi sotto un certo punto di vista potremmo affermare di essere tutti consanguinei, eppure ancora oggi possiamo dire di essere tutti diversi per caratteristiche, cultura, tratti somatici ed etnia. Nonostante queste differenze sono stati in molti a sostenere l'uguaglianza del genere umano che è complementare con l'importanza delle differenze che ci caratterizzano. Sono stati effettuati diversi studi da antropologi e scienziati che hanno chiarito il fatto che anche sotto il punto di vista genetico siamo tutti uguali e che bisogna iniziare a vedere le differenze come una “ricchezza” da mettere in risalto. Grazie a queste ricerche possiamo affermare l’inconfutabilità della tesi antirazzista. Oggi infatti esistono dei veri e propri documenti legislativi che difendono l’uguaglianza e condannano ogni forma di discriminazione, come ad esempio la Dichiarazione dei diritti dell’uomo ma anche la Costituzione stessa. Ogni forma di discriminazione è qualcosa di cui “bisogna” ancora oggi parlare perché in molti non riescono ancora a guardare con una mentalità nuova tutto questo. Il razzismo molto spesso è quasi impercettibile, però chi si sente dire queste frasi, che hanno spesso un fondo di cattiveria, si sente fortemente discriminato: “Non sono razzista ma, non c’è spazio qui per gli immigrati”, “Non sono razzista ma, è innegabile che portino qui le malattie”, “Non sono razzista ma perché non stanno a casa loro?”. Quante volte abbiamo sentito queste frasi? Come dice Gorgia “la parola è una potente signora, che pur dotata di un corpo piccolissimo e invisibile compie le opere più divine”. In questo caso la parola non sta compiendo “opere divine” anzi è il mezzo che si sta utilizzando per far stare male un’altra persona sulla base di una presunta superiorità. Se immaginassimo una realtà omologa in cui tutti siamo uguali come cloni, in cui tutti utilizzano la stessa lingua, mangiano le stesse cose vivremmo in un contesto grigio, monotono. Più che di caratteristiche diverse sarebbe più adeguato parlare di peculiarità che rendono un individuo unico e di irripetibile. Come ci insegna l'antropologia post-coloniale anche il singolo fatto di dover distinguere le etnie è un'operazione che crea delle barriere, evidenza e differenze non puoi così sostanziali, incrementando la distanza tra i diversi gruppi etnici. Ognuno di noi ogni giorno può decidere che ruolo interpretare nel grande teatro della vita e ciò dipende dalla visione che il singolo ha di sé il rapporto con la società dal confronto con le posizioni occupate da altri individui nella scala sociale si può riscontrare un fenomeno di compensazione di status o un fenomeno di deprivazione relativa. La compensazione di status consiste nel ritenere la propria posizione più favorevole rispetto ad un determinato gruppo sociale, al contrario nella deprivazione relativa cioè la tendenza a ritenersi meno fortunati di altri. A partire da ciò possono nascere i conflitti all'interno della società dovuti alle nette differenze tra classi sociali. Proprio per questo Marx, fondatore e ideatore del comunismo, propone l'abolizione delle classi sociali che ritiene ostacolanti per la realizzazione di una società libera. In ognuno può nascere sicuramente la voglia di tentare la “scalata sociale” e per i più fortunati che ci riusciranno si parlerà di mobilità ascendente. In linea di massima parliamo di mobilità in riferimento agli spostamenti che l'individuo compie tra le classi sociali, l'insieme di questi sarà definito mobilità assoluta. Anche sulla base di questo può cambiare la percezione che gli individui hanno tra di loro in società. Molto spesso anche una singola azione dell'individuo (ad esempio un omicidio ) può portarlo a raggiungere la situazione di immobilità in cui viene etichettato in un determinato modo in società e difficilmente potrà tornare indietro. Questo tipo di atteggiamento non conforme alle norme sociali riguarda l’aspetto della devianza, fondamentale in ogni tipo di società. Ciò è stato approfondito dalla scuola di Chicago che ha definito la devianza come una subcultura cioè una cultura comune ad un gruppo di individui e di cui un esempio concreto è la criminalità. In conclusione la società è un complesso meccanismo in cui gli individui entrando in stretta relazione tra di loro si scontrano dando vita ogni giorno a nuove dinamiche di cui l’aspetto fondamentale è il rispetto reciproco e l'accettazione del diverso.
Bibiana Chiffi 5Bu Liceo G.Bianchi Dottula, Bari